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Statute - Comments after Prague 2007

Italian proposals Jan. 2006

Final proposal 27/03/03

Synopsis of Proposals

Proposal for a new Statute

Considerations on the Statute

Constitution Roma 2003


Statuto dell'Intersteno dopo Praga 2007

(a cura di Gian Paolo Trivulzio)


Contenuti di questo documento:

1 - principali modifiche allo Statuto

2 - cronistoria del percorso per arrivare all'attuale formulazione con il notevole contributo italiano a partire dal 2001, principalmente da parte di Fausto Ramondelli

3 - commenti personali

3 agosto 2007

Scopo del documento

Consentire di avere riunite le principali informazioni sull'evoluzione ed essere un documento di riferimento pro veritate.

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In occasione del Congresso di Praga, l'Assemblea ha approvato le variazioni al testo dello Statuto dell'Intersteno.

Il testo in lingua inglese è al momento disponibile al sito www.intersteno.org - Prague2007 - Statute Modification proposals. Verrà poi inserito nell'apposito menu sia sullo stesso sito che su quello .it.

Nel testo pubblicato, è presente una premessa che ritengo importante riportare qui di seguito, anche per le considerazioni successive.

Prague 2007 - Constitution of INTERSTENO

Text of the amended Constitution as accepted by the Central Committee during its meeting from 22 - 26 September 2006 in Antalya. This text is the result of the discussion, during the Board meeting from 10 - 13 February 2006 in Jülich about proposals of several National Groups to amend the Constitution, the comments given after that meeting by the members of the working group for the revision of the Constitution (consistig of Fausto Ramondelli, Boris Neubauer, Jari Niittuinperä, Jaroslav Polacek, Linda Drake and Cees van Beurden), further proposals of three national groups which were discussed in a second workng group (consisting of Fausto Ramondelli, Boris Neubauer, Jari Niittuinperä, Jaroslav Polacek and Cees van Beurden) during the meeting of the Central Committee In Antalya, leading to a final proposal that was accepted by the Central Committee. The General Assembly, meeting in July 2007 in Prague, will be asked to agree with the final proposal.

In the text of the Constitution that follows all amended articles are printed in italic, except the articles in which only the words "Central Committee" have been changed into "Council".

Riassumo qui le principali variazioni, per visionarle tutte consultare il testo corsivo del documento pubblicato.

1 - migliore indicazione degli scopi dell'Intersteno che sono tanti. Molti di essi ancora rimasti sulla carta (art. 2).

2 - gruppi nazionali e membri individuali. (art. 4). Viene precisato che il gruppo nazionale deve essere un'entità giuridica di diritto privato o pubblico, il membro individuale può essere una persona od un'entità giuridica. La nomina del membro individuale è soggetta all'accordo del Gruppo nazionale (ove esistente). Tale accordo è richiesto per evitare che gli interessi del membro individuale non confliggano con quelli del gruppo nazionale. 

3 - elezione a votazione segreta per quanto riguarda le nomine di persone.

4 - Unica persona quale Presidente di Giuria, che coordina una task-force di esperti che costituisce la Giuria. La giuria discute di tutti gli aspetti relativi alle competizioni e presenta le proposte al Consiglio (denominazione che sostituisce quella di Comitato Centrale ritenuta troppo legata a schemi politici) che deve quindi approvarle o discuterle rapidamente. Questo dovrebbe evitare lunge problematiche durante le riunioni del Consiglio. 

5 - L'assemblea elegge a votazione segreta il Presidente - il Vice Presidente - il Segretario-tesoriere ed altri due membri del Board. Il Consiglio elegge il Presidente di giuria ed il coordinatore del comitato scientifico che fanno parte di diritto del Board. Il Board quindi  ora è costituito da 7 persone. (originariamente ne erano previste 5). 

6 - La durata delle cariche è di 2 anni (nella formulazione approvata a Roma  4 anni) 

7 - Il Presidente è pure eletto per due anni, e la sua carica non è automaticamente legata allo svolgimento del Congresso come lo era prima del 2003. 

2 - Cronistoria del percorso per arrivare all'attuale formulazione 

Queste modifiche sono la fine di un lungo cammino, iniziato nel 2001 subito dopo che l'Italia aveva dichiarato di voler ospitare a Roma il Congresso Intersteno. 

La storia è nota: ai primi di luglio del 2001 decedeva il Dottor Gutzler, segretario generale dell'Intersteno poco prima che si aprisse il Congresso di Hannover. Nel giorno dell'apertura il Signor Joseph Stehling, capo stenografo al Parlamento di Hannover  e presidente del Comitato organizzatore di quel Congresso, subiva un grave malore che lo costringeva al ricovero in ospedale. Tutta l'organizzazione ricadeva quindi sul Signor Gregor Keller. Le riunioni del Comitato Centrale erano senza vitalità, si aveva l'impressione di una volontà di chiudere l'esperienza Intersteno. 

Proprio dall'osservazione di questi comportamenti nasceva in Ramondelli e Trivulzio (con il supporto a distanza di Isa Crippa) l'idea di rivitalizzare l'Intersteno organizzando un Congresso in Italia come ampiamente riportato nel resoconto del Congresso di Roma. La 'sorpresa italiana' è stata pure riferita da Danny Devriendt nel suo discorso alla cerimonia di apertura del Congresso di Roma.

Fausto Ramondelli, quale Presidente, si metteva subito all'opera per presentare una proposta di modifica dello Statuto, i principi di base erano esposti in un documento (riflessioni sullo Statuto) in italiano, francese, inglese che veniva diffuso a tutte le nazioni. Tale documento fu emesso nel febbraio 2002 e fu oggetto di discussione in sede di riunione di un gruppo costituito dai rappresentanti tedeschi, italiani, svizzeri e ceki tenutosi a Losanna nel febbraio 2002. In tale occasione veniva anche presentato una prima idea del Congresso e la nuova edizione del sito www.intersteno.it studiato per gestire il congresso con testi in 5 lingue. 

Tutto ciò è ampiamente documentato nel sito www.intersteno.it - (sezione Bandiera italiana) - Futuro dell'Intersteno, dove si possono seguire anche i successivi sviluppi. 

A seguito di tale documento fu presentato nell'aprile del 2002 da Fausto Ramondelli una proposta di Statuto da portare in discussione nella riunione del Comitato Centrale a Madrid del settembre del 2002. Nel frattempo si chiedeva ai vari paesi di esprimere il loro punto di vista. 

Tali punti di vista sono riportati nel documento 'Sintesi delle proposte di modifica' pure riportato nel sito e menu precitati. Come si rileverà Austria, Svezia, Francia, Cina, Germania, Repubblica Ceka, fecero conoscere il loro punto di vista, che è oggi utile andare a rileggere, anche perchè qualcuno ha sostenuto che non c'erano stati apporti da parte dei principali paesi.

La proposta presentata a Madrid presentava una visione strategica che, al di là dei punti organizzativi che oggi ritroviamo sostanzialmente tutti nella versione approvata a Praga, puntava alla costituzione di una Associazione di membri individuali i quali potevano eventualmente riunirsi in gruppo nazionale. Tale proposta era suggerita dal fatto che la funzione dei gruppi nazionali, la loro operatività per il successo dell'Intersteno, e la rappresentanza nei loro stessi paesi si stava affievolendo. Si era consci che questa proposta rivoluzionaria non sarebbe stata accettata, ma avrebbe comunque permesso di impostare una discussione e giungere ad un compromesso. 

Infatti proprio su questa impostazione ci fu l'accanimento di quasi tutti i paesi più importanti, ma da essa scaturì la decisione di procedere comunque ad una revisione dello statuto tenendo presente quanto già proposto da Ramondelli e cercando di trovare una soluzione che mantenesse i gruppi nazionali ma aprisse anche ai membri individuali. Tale decisione fu approvata a notevole maggioranza 11 a favore e 5 contrari. Uno di tali voti contrari fu quello del rappresentante Italiano Dottor Di Piazza. Il dottor Di Piazza espresse tale voto, dopo che era ovviamente già nota la quantità di voti a favore, senza dare alcuna giustificazione né allora, né successivamente.

Fu costituito un Comitato formato da Cees van Beurden (Olanda), Jean Charles le Masson (F), Fausto Ramondelli, Jari Nittuinpeera (Fi), Joseph Stehling (G). Si veda al riguardo nel menu Eventi del sito Italiano, la cronaca della riunione di Madrid. A tale riunione la Rep. Cèka era rappresentata dal Signor Jaroslav Zaviacic.

Il Comitato lavorò alacremente ed il signor Cees van Beurden presentò in data 27 marzo 2003 la bozza finale, inviata a tutti i membri del Comitato Centrale.

Tale bozza fu approvata in sede di Comitato Centrale a Roma e proposta all'Assemblea che l'accoglieva con 69 voti a favore, 18 contro e 4 astensioni.

E' importante rilevare che, nei fatti, il dottor Giacomo Di Piazza che aveva votato contro la prima formulazione, pur non dando ulteriori contributi di contenuti, collaborava alla diffusione delle informazioni in lingua italiana, traducendo il testo del messaggio del signor van Beurden del marzo 2003 che proponeva la nuova bozza di statuto, (vedi sito) e votava poi favorevolmente in Assemblea.

Da Roma a Vienna, passando per Helsinki 

Vi erano due punti importanti nello Statuto proposto dall'Italia: 

- la durata delle cariche per quattro anni allo scopo di dare continuità e respiro per l'attuazione di programmi strategici

- la scelta del Presidente non più legata automaticamente alla gestione di un Congresso, in modo che potesse pensare agli interessi generali dell'Intersteno senza essere influenzato dall'immediatezza delle problematiche congressuali. 

Se la durata di quattro anni rimase valida per i membri del Board, a Roma venne approvata un'eccezione transitoria per la durata delle Presidenza: la signora Marlise Kulb venne nominata Presidente per il Congresso di Vienna del 2005. Il gentleman agreement fatto in quell'occasione, prevedeva che dopo tale periodo la carica di Presidente sarebbe stata ripresa dal dottor Fausto Ramondelli ritenuto la persona più capace per gestire la nuova situazione. 

Immediatamente dopo il Congresso iniziarono discussioni in particolare da parte del Signor Jaroslav Zaviacic che non si riteneva soddisfatto di essere stato nominato soltanto membro del Comitato Scientifico. 

Inoltre il gruppo Ceko, sostenuto dal gruppo tedesco, eccepiva sulla carica di Presidente staccata da quella automatica del Congresso. 

Nel settembre 2004 il Comitato Centrale si riunì a Helsinki ed in tale occasione furono approvate alcune varianti precisative allo Statuto che riguardavano il sistema di calcolo dei rappresentanti nazionali all'Assemblea, aggiungendo al criterio della quantità di abitanti anche quello della partecipazione ai Congressi.  

Sul Presidente non passò la proposta di modifica nel senso auspicato dal gruppo Cèko che voleva ristabilire il vecchio criterio, ma il signor Zaviacic (che aveva proposto fin dal 2001 a Hannover di organizzare un congresso a Praga dopo quelli di Roma e di Vienna) giocò la carta del ricatto: se non fosse stato nominato Presidente non avrebbe organizzato un congresso nella sua nazione. 

Il Comitato centrale, messo alle strette anche per questioni di tempistica (ultima mezz'ora dell'ultimo incontro prima di una cena finale), nuovamente decise di fare eccezione per questa nomina, ancora una volta grazie a Fausto Ramondelli che faceva un passo indietro non reclamando l'attuazione del gentleman agreement di Roma, che non era così rispettato.  

In occasione del Congresso di Vienna il Comitato Centrale e poi l'Assemblea approvarono le modifiche sopra accennato e si nominò nuovamente un Comitato per l'esame di proposte per ulteriori modifiche allo Statuto, in questo comitato oltre ai già citati membri, furono aggiunti anche il signor Jaroslav Polacek (Rep. Cèka) e la signora Linda Drake dell'Americana NVRA. 

Da Vienna a Praga passando per Antalya 

Si iniziava un lungo scambio di e-mail in base ad una proposta del gruppo tedesco, completata da altra del gruppo Cèko. Molte centinaia furono i messaggi scambiati, anche se molti di loro vertevano su minuzie di tipo linguistico non sempre chiaramente percepibili da tutti a causa della ovvia conoscenza non sempre approfondita delle varie lingue. In particolare il gruppo Cèko e Tedesco formulavano le loro proposte in lingua tedesca.  

Merita particolare menzione il fatto che la primitiva proposta di questi paesi tendeva a far apparire l'Intersteno soltanto come organizzatore di campionati mondiali. 

L'Italia aveva nel frattempo presentato la proposta per la composizione della giuria e relativa task force, in quanto lo Statuto di Roma da questo punto di vista presentava qualche problematica applicativa non essendo stata possibile, al momento, la definizione di una Presidenza unica. 

Il Signor van Burden con molta perizia e tempo, coordinò il lavoro della Commissione. All'inizio di questo documento è riportato il cammino percorso nei mesi successivi e la bozza finale venne distribuita ai membri del Comitato centrale nel mese di Aprile del 2007. La discussione e la successiva approvazione di tale bozza occupò ad Antaly occupò notevole tempo per precisazioni sostanziali e formali. 

A Praga, come è noto, la nuova formlazione è stata accettata dall'Assemblea. 

Commenti personali. 

Ci sono voluti 6 anni per arrivare ad uno Statuto che, nella sostanza, segue le linee strategiche presentate da Fausto Ramondelli e discusse dal gruppo italiano fin dal settembre 2001. Se oggi abbiamo un Board, un Comitato Scientifico e soci individuali (che stanno crescendo e danno importanza all'Intersteno) lo dobbiamo a questo lungo e complesso sforzo.

Il signor van Beurden in primis e gli altri membri della Commissione hanno svolto un lavoro molto intenso e delicato, non si trattava soltanto di dare un testo finale il più possibile chiaro ed inattaccabile, ma di trovare soluzioni alle varie 'idee' che spesso con improvvisazioni erano presentate. Alcuni membri non reagirono durante il percorso di elaborazione ma poi espressero obiezioni al momento della discussione ad Antalya, da qui la perdita di tempo per la composizione delle diverse posizioni e la definizione del relativo testo.

Tutto questo lavoro ha sottratto energie ed attenzione sulla gestione degli obiettivi strategici e pratici dell'Intersteno. E' da ricordare che il signor van Beurden a Roma era stato nominato coordinatore del Comitato Scientifico e che si era particolarmente adoperato per riprendere i contatti con il mondo della resocontazione parlamentare, anche con l'invio di una e-mail letter specifica per questo importante settore dell'Intersteno. Per questo motivo ritengo ingiuste, ed ho vivacemente reagito, le accuse a lui rivolte di non aver fatto nulla per il Comitato Scientifico, i documenti pubblicati, le e-mail scambiate dimostrano il contrario. Semmai accuse debbono essere rivolte a quei membri del Comitato che poco o nulla hanno dato all'elaborazione dei progetti previsti. 

Come ho avuto occasione di rilevare durante le riunioni del Consiglio e del Board, a mio parere lo Statuto non può e non deve essere continuamente soggetto a modifiche, gli sforzi devono essere quello di renderlo vivo ed attuarlo praticamente. 

Senza enfasi retoriche, a distanza di ormai 4 anni, il Congresso di Roma ha veramente rappresentato 'Il rinascimento dell'Intersteno' proprio per la spinta propulsiva che è stata data nell'elaborare uno Statuto che oggi consente di avere:

 - un Board di 7 membri

- un Comitato Scientifico

- una giuria ben strutturata per i campionati

- un Presidente che deve, in primis, occuparsi degli obiettivi dell'Intersteno

- la possibilità per l'Intersteno di organizzare anche direttamente un congresso, nel caso che non ci fossero gruppi nazionali disponibili a farlo, e separando quindi l'attività organizzativa da quella strategica. 

Abbiamo dovuto accettare il compromesso di avere cariche che durano due anni, anziché quattro. Questo influenza senz'altro lo slancio per la messa in cantiere di programmi a più lungo termine, ma forse può essere un incentivo per marciare ad un passo più spedito. 

In ogni caso l'Intersteno può crescere soltanto se gli obiettivi sono attuati ed il primo passo per l'attuazione è la rilettura attenta di questo documento al quale, ancora una volta, l'Italia ha dato un contributo decisivo. 


 



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