Trento - Dicembre 2006
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Madrid 2002
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VISITA A PECHINO
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Fausto
Ramondelli - Roma 21 giugno 2004 |
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Rispondendo allinvito dellAssociazione Stenografica
cinese, presieduta dalla signora Han
Zhu Xuan, il 27 maggio scorso ho partecipato in qualità di Vice Presidente
dellIntersteno ai festeggiamenti organizzati in occasione del 90° compleanno
di Tang Ya Wey, fondatore della moderna stenografia cinese. Con me è
intervenuto il Presidente onorario dellIntersteno Gregor Keller. Ci ha
accompagnato per tutta la permanenza il signor Wang Long, figlio della signora
Han, conosciuto dallIntersteno per aver partecipato al Congresso di Hannover
nel 2001.
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Secondo informazioni fornite a
Gian Paolo Trivulzio dal Prof. Tsuguo Kaneko, amico giapponese dellIntersteno,
Tang Ya Wei nel 1938 ha sviluppato il sistema semicorsivo 'AI'
cosiddetto ovale, basato sul sistema
Gregg. Sebbene non fosse il primo sistema semicorsivo in Cina, il metodo ha
ottenuto grande successo basandosi sulla facilità di lettura, di scrittura e di trascrizione, sulla popolarità, sulla diffusione
a livello nazionale e sulla sua struttura scientifica. Egli ha formato
moltissimi stenografi e ha contribuito a rendere popolare la stenografia in
Cina per ben 66 anni, in collaborazione con il suo successore, la signora Han,
appunto, Presidente dellAssociazione Stenografica di Pechino. Più recentemente
Tang Ya Wey ha ideato una macchina stenotipica per la lingua cinese e i suoi
figli stanno lavorando da più di 15 anni per distribuirla, in particolare nei
tribunali del Paese.
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I
festeggiamenti del Dr. Tang si sono svolti in uno splendido albergo alla
periferia di Pechino. Vi hanno partecipato circa 300 invitati. I posti donore
sono stati riservati alla rappresentanza dellIntersteno e a quelle del Partito
e dellAccademia delle Scienze, che da tempo sostiene le attività
dellAssociazione stenografica.
I
discorsi augurali hanno ripercorso la lunga e lungimirante carriera di Tang Ya
Wey, il quale sia pure visibilmente emozionato ha pronunciato un discorso
vivace e divertente nel quale ha spiegato che la stenografia fa vivere a lungo
E cè da credergli! Dopo la consegna degli omaggi e dei diplomi
dellIntersteno e dellAccademia Giuseppe Aliprandi, il tradizionale taglio
delle enormi tre torte (a tre piani). |
Il
28 maggio, dopo i festeggiamenti, si è svolto un seminario cui hanno preso parte
i massimi esponenti della cultura
stenografica giunti da tutta la Cina. Il figlio del festeggiato, il signor Tang
Ke Liang, ha esposto i traguardi raggiunti dalla produzione e distribuzione
delle macchine stenotipiche. Per presentare il prodotto è stata illuminante la
sottotitolazione integrale sia della festa di compleanno sia del seminario,
realizzata da due giovani professioniste, le quali non trovano affatto scomodo
posizionare lo strumento sulle ginocchia invece di usare il tradizionale
treppiedi (Paese che vai
).
Ha
assicurato che la Cina parteciperà al Congresso di Vienna mentre si è
rammaricato perché la SARS ha impedito la missione a Roma che pure era stata
già preparata.
La macchina stenotipica cinese (mi è stato donato un
esemplare con tanto di corso interattivo in CD-Rom, rigorosamente in cinese) è
una copia perfetta (anche se un po rumorosa) della mitica Stenograph.
Ovviamente il software è stato opportunamente tarato sulle esigenze della
scrittura e della lingua cinesi, ma impressionano almeno due aspetti: la
macchina funziona senza un collegamento fisico al computer (wireless) e
presto potrà operare anche in modalità Bluetooth (cioè a distanza anche
di 10 metri dal PC); vi è inoltre la possibilità di lavorare sullo stesso file
con due macchine contemporaneamente, in modo che mentre una operatrice digita
il testo, la seconda può correggere gli inevitabili errori ed eventuali
omissioni (scopist).
stenografia.
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In proposito, mentre sembrano non esservi problemi
nella velocità di ripresa dei discorsi, anche in Cina si lamenta una non
accurata formazione culturale, penalizzata rispetto a quella tecnica, che
induce in errori marchiani che fanno rabbrividire gli eruditi professori di
stenografia.
E il caso di accennare alle caratteristiche principali della scrittura cinese,
per comprendere quale impatto singolare hanno per quei popoli le tecniche di
scrittura veloce. Basti pensare ad esempio che prima della introduzione del
computer e della rappresentazione dei segni cinesi in simboli informatici in
Cina non esisteva la dattilografia, cioè non esistevano macchine in grado di
rappresentare i ghirigori dei caratteri. Il problema è che si contano circa
40.000 caratteri (ma nessuno ha saputo rispondere con precisione alla mia
domanda) e che ogni sillaba può essere pronunciata con 4 toni diversi assumendo
quindi un distinto significato. Queste informazioni frammentarie e meritevoli
di attenta verifica indicano comunque che siamo in presenza di una esperienza
linguistica assai diversa da quella occidentale: la scrittura cinese oltre che
un mezzo di comunicazione rappresenta un arte e un passatempo (ho visto alcune
persone che alla domenica si rilassano nel parco scrivendo con speciali
pennelli ad acqua in spazi appositamente dedicati).
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La
dattilografia oggi viene praticata e
insegnata, sebbene con metodi diversi, a seconda che lutente sia o no un
professionista. Il metodo più semplice consiste nella diteggiatura sulla
tastiera tradizionale delle lettere che corrispondono al fonema cinese. A
questo punto il computer propone fino a 20-30 diversi caratteri cinesi che
lutente può scegliere individuando quello che intendeva scrivere.
La
stenografia a sua volta costituisce un mezzo formidabile per abbreviare i tempi
di scrittura e di ripresa dei discorsi. Lefficacia del segno stenografico,
lineare e scarno, raggiunge in un baleno il risultato che con la scrittura
ordinaria, involuta ed elegante, si otterrebbe con un tempo assai più lungo.
La
storia decennale della machina stenotipica cinese, ideata per ammissione dello
stesso Tang Ke Liang a imitazione di quelle occidentali e giapponese, è stata
ed è favorita dal convinto supporto dello Stato e in particolare della Corte
Suprema che nel 1999 ha impartito direttive affinché sia adottata nei tribunali
dellimmenso territorio nazionale. Sulla scorta dellimpiego nei consigli
locali, nei tribunali, nella televisione (sottotitolazione) e dei campionati
che si svolgono ogni anno,la macchina
viene costantemente aggiornata.
Il
costo di un esemplare è di 280 euro ed è ritenuto competitivo per eventuali
ambiziosi progetti di espansione nel mercato estero (macchina cinese e software
inglese o italiano?).
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Nella sede della società produttrice, situata allultimo
piano di un edificio scolastico senza ascensore, incontriamo una trentina di
corrispondenti commerciali delle diverse regioni cinesi, che sperano di
migliorare i loro affari con una foto insieme a me e a Keller. Oltre alla
vendita delle macchine è affidata loro anche la formazione dei nuovi operatori.
I dati forniti dal nostro ospite dimostrano la veloce espansione del mercato e le
opportunità economiche che si prospettano ai professionisti che abbracciano la
nuova tecnica. 120 euro è il costo giornaliero di uno stenotipista. Nella sede
che visitiamo ci sono anche due aule riservate ai corsi (a pagamento): 120
allievi si danno da fare sulla macchina di fronte al computer che illustra i
concetti didattici e propone esercizi di copiatura o di ascolto. Anche in
alcune scuole professionali e università sono state avviate iniziative di
formazione alluso della macchina. I volumi di vendita sono passati dalle 300
macchine del 1994 alle 1000 macchine al mese nel 2004 e pare che vi siano
10.000-20.000 persone che fanno della stenotipia la loro professione per
attività indipendenti (solo a Pechino vi sarebbero 600 stenografi e 20 società
che operano nel sistema giustizia!).
Aspettiamo
allora di vedere gli amici cinesi al prossimo appuntamento dellIntersteno a
Vienna nel luglio 2005. Garantiscono che alcuni giovani prenderanno parte alle
gare che per la prima volta saranno fatte anche in una lingua orientale. Di
sicuro la partecipazione cinese allattività della Federazione internazionale
rappresenta un viatico per la nuova stagione di quellEnte, che vuole
avvicinare nuove realtà e aprire nuovi orizzonti. La visita a Pechino ha
consentito di avvicinare una cultura e unesperienza molto diverse da quelle a
cui siamo abituati, che ci insegnano fra laltro a guardare con ottimismo e
fiducia alla prospettiva della scrittura e della comunicazione.
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